08 settembre 2023

Ceccano Frosinone – Microspia nell’auto del sindaco

 

Il sindaco di Ceccano Caligiore nel mirino di malintenzionati? E’ quanto stanno cercando di scoprire i carabinieri del comando provinciale dopo che il primo cittadino ieri pomeriggio ha rinvenuto nella sua macchina una microspia.

Quei fili che sporgevano dal vano porta oggetti hanno insospettito il primo cittadino il quale ha portato la macchina da un tecnico proprio per accertare la natura di quei due cavetti. Ebbene la scoperta che è stata fatta è stata davvero sconvolgente. Qualcuno a sua insaputa aveva piazzato una microspia per ascoltare tutte le sue conversazioni in auto. A quel punto Caligiore ha presentato denuncia ai carabinieri i quali hanno avviato le opportune indagini. Già qualche tempo fa il sindaco di Ceccano era stato oggetto di minacce da parte di anonimi che gli avevano inviato una lettera minatoria. Le indagini per scoprire l’autore del misfatto proseguono a ritmo serrato...

 www.tg24.info 

articolo completo https://www.tg24.info/ceccano-microspia-nellauto-del-sindaco-sindaga/

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TSCM CE Team



19 luglio 2023

Perugia: microspie nascoste nelle prese elettriche per controllare la ex. Condannato

 

Perugia, microspie nascoste nelle prese elettriche per controllare la ex: condannato

Confermata in Corte d'appello la sentenza di condanna, dimezzata la somma del risarcimento


 

Confermata la condanna a 1 anno e 4 mesi per interferenze illecite nella vita privata della ex, con pena sospesa, e riforma della sentenza con riduzione a 5mila euro l’ammontare della provvisionale, con riconsegna del cellulare e della sim utilizzati per spiare la ex compagna.

L’imputato, difeso dall’avvocato Saschia Soli, era accusato di avere monitorato la ex mediante delle microspie nascoste nelle prese elettriche.

Per la Procura perugina l’uomo “manifestando una gelosia ossessiva e possessiva, pretendeva di controllare continuamente il telefono e il pc e i movimenti sia sul luogo di lavoro, sia in ambito extralavorativo, in modo talmente opprimente da indurla a limitare le sue relazioni sociali e a lasciare il lavoro”.

Per controllare la vita della donna, dopo la fine della relazione, l’uomo si sarebbe introdotto nell’abitazione della ex per collocarvi “cinque apparecchi ricetrasmittenti idonei alla registrazione audio, dotati di batteria e sim” risultate intestate all’imputato “occultati all’interno di prese elettriche in diversi ambienti della casa, fra cui soggiorno, bagno e camere da letto”. Gli apparecchi trasmettevano tutte le informazioni sulla vita privata delle donna al cellulare dell’ex.

Per la Corte d’appello “la prova della consumazione del delitto di interferenze illecite nella vita privata può essere desunta anche presuntivamente dalla frequenza e dalla lunghezza dei contatti avviati dall’apparecchio ricettivo in dotazione all’imputato”.

L’illecita registrazione audio effettuata dall’imputato nell’abitazione della sua ex convivente tramite l’installazione di apparecchi ricetrasmittenti occultati all’interno delle prese elettriche “postula l’effettiva acquisizione abusiva di notizie o immagini che si svolgono nel domicilio della persona offesa, veniva ritenuta provata anche in assenza dell’accertamento sul telefono cellulare dell’imputato, che non era stato possibile esaminare perché criptato e, dunque, non accessibile senza che l’imputato fornisse le password per accedervi”.

Per i giudici di appello “la prova del delitto veniva desunta dall’accertamento che i contatti effettuati dal telefono all’apparecchio ricettivo erano stati frequenti e che erano durati anche più di 30 minuti. Da tale circostanza si deduceva come altamente probabile che l’imputato avesse effettivamente registrato abusivamente le conservazioni e le attività svolte dalla sua ex convivente all’interno del domicilio”...

vedi l'articolo completo  , https://www.perugiatoday.it 

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17 luglio 2023

Nocera: trovata una microspia audio ambientale a casa dello stilista Antonio Grimaldi

 Nocera: trovata una microspia audio ambientale a casa dello stilista Antonio Grimaldi


Grimaldi ha subito sporto denuncia ai carabinieri, i quali hanno effettuato subito un sopralluogo e sequestrato l’apparecchio. Le indagini sono in corso

Mistero a Nocera Inferiore, dove una microspia a cui era collegato un apparecchio che conteneva una sim è stata rinvenuta all’interno di un mobile dell’abitazione del famoso stilista Antonio Grimaldi

La denuncia

A scoprirla per caso– riporta Il Mattino – un tecnico che si era recato per svolgere dei lavori di manutenzione nella casa dove lo stilista torna nei fine settimana per stare con la madre. La microspia in questione è in grado di percepire anche il più flebile suono e trasmetterlo o registrarlo a seconda del dispositivo sul quale sono stati assemblati, permettendo così a chi li utilizza di effettuare il cosiddetto “ascolto ambientale”. Grimaldi ha subito sporto denuncia ai carabinieri, i quali hanno effettuato subito un sopralluogo e sequestrato l’apparecchio..

continua sul sito salernotoday 

www.salernotoday.it 

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30 giugno 2023

Rimini: Microspia nell'auto dell'ex comandante della Finanza, a processo investigatore privato

 


 

Era il settembre del 2021 quando il generale Enrico Cecchi, ex comandate provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, scoprì la presenza di una microspia e di un Gps installati sulla sua auto. Senza perdere tempo denunciò l’accaduto alle fiamme gialle e la procura di Rimini avviò un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani. A distanza di poco meno di un anno mezzo dai fatti, per uno degli indagati si è aperto il processo. Si tratta di un amico del generale Cecchi, un ex buttafuori riminese di 52 anni, difeso dall’avvocato Piergiorgio Tiraferrri, accusato di aver esercitato abusivamente la professione di investigatore privato poiché sprovvisto di licenza prefettizia.

Sarebbe stato lui, secondo il pubblico ministero, a piazzare una microspia ambientale e un Gps sulla Bmw X5 dell’ex comandante. A che scopo? L’ha spiegato anche nell’ultima udienza proprio Cecchi: “Ho il sospetto che chi voleva spiarmi l’abbia fatto per motivi politici riconducibili al Titano”. Il generale riminese, infatti, aveva assunto a titolo gratuito l’incarico di consulente per il segretario di Stato alle Finanze di San Marino, Marco Gatti. Da qui l’ipotesi che la “cimice” e il gps servissero a captare informazioni private in ambito politico.

continua..

articolo completo: https://www.newsrimini.it/2023/06/microspia-nellauto-dellex-comandante-della-finanza-a-processo-investigatore-privato/

https://www.newsrimini.it 

09 marzo 2023

Macerata - "Microspie per controllare la moglie": a processo

 Macerata -  "Microspie per controllare la moglie": a processo


Nei guai un 56enne per maltrattamenti e interferenze illecite nella vita privata: avrebbe iniziato a perseguitarla con telecamere e microfoni

Ossessionato dall’idea che la moglie avesse una galassia di amanti, avrebbe iniziato a perseguitarla, controllarla, piazzando telecamere e microfoni ovunque con i quali, secondo lui, avrebbe raccolto le prove della sua infedeltà. Per questo ora un 56enne residente in un piccolo centro della provincia sarà processato per maltrattamenti e interferenze illecite nella vita privata. I fatti sarebbero avvenuti nel corso del 2022, quando l’uomo avrebbe iniziato a tormentare di continuo la moglie. In casa ci sarebbero stati insulti, scenate, umiliazioni a volte indirizzate anche contro le due figlie della coppia. Con frasi minacciose e atteggiamenti violenti, ad esempio una volta lui avrebbe sferrato un pugno contro la cappa del camino a poca distanza dalla figlia, il 56enne avrebbe terrorizzato i familiari. Avrebbe diffamato la moglie dicendo alle sue amiche che aveva tantissimi amanti, lo stesso avrebbe fatto con il datore di lavoro di lei, a cui avrebbe anche dichiarato che la moglie era una ladra. Avrebbe sistemato microfoni e telecamere in tutta la casa, e sebbene non ci fosse mai alcuna registrazione, lui si sarebbe persuaso di aver scoperto i tradimenti della donna. Quando lei, esasperata, aveva deciso di allontanarsi un po’ da casa, lui si sarebbe appostato sotto alla sua nuova abitazione, le avrebbe fatto una scenata mortificante nella camera mortuaria della madre di una sua amica, e l’avrebbe tempestata di messaggi inquietanti: "Se non torni a casa va a finire male, se non parli con me finiamo tutti al telegiornale, non ho più niente da perdere". La donna avrebbe tentato in ogni modo di placarlo, senza però riuscire a combattere l’ossessione che lui avrebbe maturato nei suoi confronti. Così era partita la denuncia, dopo la quale per il 56enne è arrivato anche il divieto di avvicinamento nei confronti della moglie, che ormai lo ha lasciato. Ieri mattina per lui si è tenuta l’udienza preliminare, in tribunale a Macerata. Come chiesto dal pubblico ministero Vincenzo Carusi, il giudice Domenico Potetti ha disposto il processo per l’imputato: la prima udienza si terrà il 30 maggio. L’uomo..

articolo completo

www.ilrestodelcarlino.it 

Paola Pagnanelli

 

01 dicembre 2022

Trovate microspie e trojan nei telefoni di Cdp

 Nella sede e nei telefoni di Cdp sarebbero stati trovati microspie e trojan

 

Secondo Domani, l’ad Scannapieco avrebbe fatto controllare gli uffici di Roma e analizzare il suo cellulare. La bonifica avrebbe dato esito positivo. I temi trattati durante i cda sono finiti sui giornali in forma quasi letterale e alcuni file audio sono stati inviati a soggetti istituzionali. Tanto che è stato presentato un esposto in procura. Sono giorni caldi per il dossier su Tim

«I vertici di Cassa depositi e prestiti sono sotto attacco», scrive il quotidiano Domani. Secondo cui ignoti avrebbero tentato negli ultimi mesi di spiare l’amministratore delegato Dario Scannapieco e i manager della prima linea dell’ente controllato dal ministero dell’Economia. Scannapieco avrebbe fatto controllare gli uffici di via Goito a Roma e analizzare il suo cellulare alla ricerca di microspie e trojan, i virus usati per prendere il completo controllo di un dispositivo elettronico. E la bonifica delle stanze e dei telefoni avrebbe dato esito positivo, tanto che l’ad si sarebbe rivolto anche ai servizi segreti per cercare di capire chi avesse messo i captatori.

Da Cdp preferiscono non commentare. Ma il problema è sorto dopo che nei mesi scorsi i temi trattati durante i consigli di amministrazione sono finiti sui giornali in forma quasi letterale. E addirittura alcuni file audio che contenevano i discorsi nelle riunioni sono stati inviati ad alcuni soggetti istituzionali. Tanto che i legali di Cdp hanno inviato un esposto in procura per accertare i responsabili di quella che viene considerata una fuga di notizie.

Cdp è al centro di partite economiche importanti, dal progetto della rete unica alle vicende di Autostrade. Sono in molti – spiega Domani – i soggetti e le entità, italiane e straniere, che potrebbero desiderare di conoscere cosa si decide negli uffici di Cdp.

I controlli in tema di sicurezza all’interno dell’azienda sono periodici. Ma da quando Scannapieco è a capo dell’azienda si sono intensificati. I cellulari dei top manager vengono ispezionati più spesso per i controlli rispetto ai tempi di Fabrizio Palermo. Se è tutto ok, di norma vengono restituiti dopo poche ore. Se c’è qualcosa che non va, vengono trattenuti per una settimana circa.

Alla domanda sulla possibile apertura da parte dei magistrati romani di un’inchiesta ad hoc, Cdp spiega che «i dossier gestiti sono di rilevanza strategica per ampi settori dell’economia del Paese, e su tali dossier, come è normale che sia, vi sono stringenti obblighi di riservatezza. Per tutelare tali obblighi, Cassa valuta tutte le azioni ritenute necessarie».

Domani spiega anche che, con la caduta di Draghi, Scannapieco avrebbe perso gli appoggi politici. E quindi, secondo i suoi nemici, gli esposti servirebbero a mostrarsi al nuovo governo come vittima di «macchinazioni» che in realtà sarebbero inesistenti.

Ma l’ad sta attualmente gestendo il dossier economico e strategico più delicato, quello della rete unica per portare la banda larga in tutto il Paese. Una partita da cui dipendono il futuro di Tim e di Open Fiber. Proprio per questo Scannapieco è finito nel mirino negli ultimi tempi...

Articolo completo:

https://www.linkiesta.it/2022/11/microspie-cdp/

https://www.linkiesta.it 

 




18 giugno 2022

Privacy & Videosorveglianza: troppo facile dare sempre la colpa agli hacker

 

Da nostre alleate per proteggerci da ladri e malintenzionati a nemiche della nostra privacy che ci spiano nell’intimità delle nostre abitazioni. Sono le telecamere dei sistemi di videosorveglianza che sempre più spesso vengono prese di mira dai pirati informatici.

Installazione sistemi di videosorveglianza: necessario farlo a regola d'arte e nel rispetto del GDPR

È dei giorni scorsi la notizia dell’operazione “Rear Window” (“finestra sul cortile”) in cui la Polizia Postale e la Procura di Milano hanno sgominato un’organizzazione di criminali che spiavano migliaia di persone inserendosi nei sistemi informatici che governano le telecamere di videosorveglianza all’interno di spazi particolarmente intimi come camere da letto e bagni di abitazioni, alberghi, uffici, spogliatoi di palestre e piscine, con l’obiettivo di carpire immagini che ritraggono le ignare vittime (anche minorenni) durante la consumazione di rapporti sessuali o atti di autoerotismo, per poi poterne fare oggetto di commercio per poche decine di dollari su social network come VKontakte e Telegram.

Troppo facile però dare sempre la colpa agli hacker, senza considerare la superficialità con cui talvolta le telecamere vengono installate direttamente dagli utenti finali che si avventurano in un irresponsabile “fai da te” senza purtroppo avere neppure le basilari conoscenze della sicurezza informatica.

Peggio ancora, è fin troppo facile dare la colpa agli hacker se per dotarsi di un sistema di videosorveglianza, si decide di incaricare progettisti e installatori che dovrebbero avere le competenze, ma che in realtà sono del tutto inaffidabili.

E a quanto pare capita più spesso di quanto si possa pensare che l’installazione di un impianto di sorveglianza venga affidata alle mani sbagliate. Secondo l’ultimo Rapporto “Videosorveglianza & Privacy tra cittadino, professionisti e imprese 2022”, stilato da Federprivacy in collaborazione con Ethos Academy a valle di una serie di ricerche e sondaggi che hanno coinvolto complessivamente oltre 2.000 individui, è emerso che il 54% dei progettisti ed installatori intervistati dopo aver partecipato ad una sessione informativa in materia di videosorveglianza sottovalutano i rischi di violazioni della privacy sulle telecamere, e specialmente nelle aree geografiche del sud Italia all’85% degli addetti ai lavori neanche interessa di approfondire ulteriormente la materia. Addirittura, solo il 3% delle aziende di appartenenza dei professionisti intervistati sono dotate di un Data Protection Officer o di un referente per la privacy.

Nel corso dell’indagine, nessun interesse significativo dei professionisti ha riguardato le misure di sicurezza, la cui inadeguatezza o assenza è la causa più frequente delle violazioni che permette facilmente agli hacker di trovare la “porta aperta” per intrufolarsi nelle telecamere altrui e spiare le persone a loro insaputa.

Altro elemento che suscita preoccupazione nell’approccio alla tutela della privacy da parte degli installatori, ha riguardato i temi di loro interesse per eventuali approfondimenti: infatti, nonostante siano trascorsi ormai due anni da quando i garanti europei hanno pubblicato le Linee Guida n.3/2019 per fornire tutti i chiarimenti necessari, buona parte degli addetti ai lavori nutre ancora dubbi sulla corretta redazione di un cartello di informativa, e non a caso sono molto diffusi (54%) cartelli che fanno ancora riferimento a vecchie normative come la Legge 675/1996, all’abrogato art.13 del Dlgs 196/2003, o in certi casi che non sono neppure compilati con le informazioni che dovrebbero essere fornite all’interessato a norma del GDPR.

continua... 

articolo completo

ilsole24ore.com 

Nicola Bernardi